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X Festival di Poesia Slava

Dal 4 al 13 ottobre di quest’anno si è svolto il X Festival di Poesia Slava: prima a Londra (già la quinta volta ) e a Varsavia, Jablonna, Piastow, Staszów, Żyrardów, con la partecipazione dei poeti della Bielorussia, Bulgaria, Lettonia, Russia, Vilnius, Slovacchia, Dresda, Italia, Londra.

L’Ambasciatore della Repubblica di Polonia, Arkady Rzegocki, ha preso parte al Festival  a Londra, dove il premio “Spilla Slava” è stato consegnato a Elka Niagołova,  poeta dalla Bulgaria, organizzatore del Festival dei Poeti Slavi e presidente dell’Accademia Slava delle Arti e delle Lettere. Il redattore di „Poesia oggi”,  Aleksander Nawrocki, ha presentato una nuova antologia della serie PONTI, già settima edizione,  un’antologia bilingue dei poeti di Varsavia, Londra, Stati Uniti d’America e di Vilnius.  Aleksander Nawrocki ha onorato l’organizzatore della parte londinese del Festival di Poesia Slava, Aleksy Wróbel con il certificato di congratulazioni e con l’anello d’argento con l’aquila bianca polacca.

Durante gli eventi è stato presentato il libro di poesie del grande poeta italiano Daniele Giancane “Il diario del poeta” tradotto in polacco da Joanna Kalinowska.

Alekander Nawrocki, affascinato di questo libro, ha aperto con la lettura di esso i due eventi più importanti di questo festival.

Aleksander Nawrocki con il volume „Diario del poeta” di Daniele Giancane.

A.Nawrocki con il libro di Giancane

Sala Verde,Casa della Polonia a Varsavia

sala verde, casa della polonia

Elena Korneeva e Victoria Rozumetova di Rjazan, Russia.

elena korneeva e victoria rozumetova

Aleksander Nawrocki legge le poesie di Daniele Giancane.

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Museo della Letteratura, Aleksander Nawrocki presenta il libro bilingue di Joanna Kalinowska „Benvenuto giorno – Bądź pozdrowiony dniu”.

22310260_1591347727597839_772621134306113339_n_ppFOTO J.BOGUSLAWSKA

Joanna Kalinowska e Joanna Slodyczka in abito regionale dei montanari.

Joanna Kalinowska i Joanna Slodyczka

Bartek Radomski alias Enormi Statonis con Jolanta Boguslawska  al Caffe „Literatka” durante la lettura delle poesie.

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Il numero 123 di „Poezja dzisiaj” (Poesia oggi),Varsavia, Polonia.

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Il numero 123 „Poezja dzisiaj” (Poesia oggi) è stato dedicato alla XVII Giornata Mondiale della Poesia UNESCO. Le celebrazioni principali si sono svolte a Varsavia. I due incontri più importanti sono stati : l’apertura tradizionale del Festival nella Sala Verde di Casa della Polonia, a Krakowskie Przedmiescie, a Varsavia, e l’incontro al Museo della letteratura di A. Mickiewicz in Città Vecchia.

 Ho già scritto del Festival, quindi ora segnalerò solo la mia umile partecipazione a questo evento.

 Abbiamo organizzato un incontro in questa occasione a Taranto che ho già menzionato prima, e ora nel numero corrente è apparso un rapporto di questo incontro e sono state postate delle poesie alcuni dei partecipanti che mi permetterò di presentare qui:

Gabriella Grande

Gabriella Grande

L’AMARO NON HA SORPRESE

 

Il sale nel caffè!

Eppure mi era sembrato zucchero.

Quante cose mi sono sembrate

fino a qui.

Mescolo sempre prima di verificare

che gli ingredienti abbiano il giusto sapore.

Fiducia o imprudenza?

Non posso più nemmeno darle il nome di imperizia,

che risanerebbe l’orgoglio e la fine.

Non ho mai portato occhiali,

ma non ho ancora tolto i paraocchi

in cui ho attaccato figurine

di paradisi e fragole.

È appena socchiusa la finestra sul caso

che da quella fessura già m’infilo,

come un’ape che,

resa cieca dal suo stesso miele,

va incontro ad una rete di ragno

a cui si incolla

prima ancora di capire

che non era cielo e stelle.

Da oggi caffè senza zucchero.

L’amaro non ha sorprese.

 

 

Paolo Castronuovo

paolo castronuovo

*****

 

Scrivo molto per un mercato inesistente

arricchisco i cassetti e i miei bagagli prima di partire

il viaggio è stato più breve di un flash

non ho sentito il fresco dello ionio al tuffo

la densità del mediterraneo in transito

il calore dell’Etna all’arrivo

ci siamo incontrati all’isola dopo chilometri

in una stazione piena di binari morti e paralleli

mancava la tua luce notturna che designa il mio profilo cupo

la tua immensità stretta in una foto

il cassetto a doppio fondo da riempire.

 

(Paolo Castronuovo, estratta da „Labiali”, Pietre Vive Editore, 2016)

 

Joanna Kalinowska

Joanna Kalinowska

Il cuore

è solo un pezzo di carta stropicciata

o il mio cuore

non lo so

palpita  si contrae

nessuno si è sorpreso

 che sta disteso sul pavimento

o forse semplicemente non lo vede

lettere dissolte

navigano verso il porto sconosciuto

non ricordo di cosa si trattava

o forse non voglio sapere

cuore

strappato

schiacciato

ancora batte

Carmela Stasolla

carmela stasolla

 

La mia poesia

 

Non sono capace di parlare al cuore

Di scrivere versi che facciano sognare

Che rimangano scolpiti sulle pietre del tempo.

Le mie sono parole

Che scompaiono,non rimangono

Sono sospiri,lamenti

Che spariscono

Prima di essere emessi.

Sono gemiti che appartengono a me

Espressione del mio essere inespresso

Del mio comune non uguale

Non lasciano il segno ma mi segnano.

La sensibilità fervente. „Przyjaciele” significa „amici”. L’articolo di Arkadiusz Frania.

 

Dalla terra italiana alla Polonia sonno arrivate le poesie raccolte in un’antologia bilingue Przyjaciele z kraju gdzie cytryna dojrzewa / Amici del paese in cui matura il limone. La pubblicazione è il risultato dell’attività vivace dell’Associazione „Amici Italia-Polonia” di Taranto, che desidera creare un alone di amicizia per favorire il scambio più stretto di poeti di entrambi le nazioni. Si tratta di un’iniziativa molto preziosa per offrire al lettore polacco una lirica dei poeti contemporanei dell’Italia in originale e in traduzione di Joanna Kalinowska, curatrice e iniziatrice del progetto, nonché anche fondatrice e presidentessa dell’associazione. Cerchiamo di essere precisi: 19 autori presentati in un volume di un totale di 71 poesie, tra cui 11 uomini – 38 versi e  8 donne – 33 versi.

A proposito dei volumi in grado di raccogliere le opere di vari autori si può scrivere in due modi diversi: citare nome e cognome solo il traduttore e curatore, dando una relazione tematica delle poesie e dare la voce solo ad alcuni autori; o costruire la relazione in modo che ogni partecipante dell’antologia potrebbe parlare personalmente anche di un solo righello. Ho scelto la seconda possibilità, allora ho tirato quel tessuto editoriale di diversi fili in cui nastri ho sospeso le citazioni dalle poesie.

Il primo tema non banale sono stati eros e suoni simili. Nicola Accettura parla di carezze degli elettroni (per citare i titoli dei primi versi:  Oh, elettrone, mio elettrone! e Carezza ed integrali (Integrale indefinito), quindi localizza l’amore nella categoria degli eventi fisici ( l’amore corporeo fisico?) e matematici: “In un volume unitario di un qualche orbitale, tra la folla d’energie…”(p.7), “Quanti atomi ed elettroni tuoi /i miei incontrano/in questo secondo/ di carezza”(p.8). Allo stesso modo sono i pensieri lirici di Gaetano Finizio, quale alla domanda „Chi sono io?” risponde: „Un piccolo atomo / creato da una massa incandescente” (p. 49), „essere del microcosmo cellulare” (p 50).

Il soggetto di Maurizio Evangelista ammette sensazione di ebbrezza dagli oggetti colpiti dall’amata; „Voglio guardare a te” significa tanto quanto sapere che questo particolare l’amata ha toccato „le tende, gli armadi, le cornici sui muri”. Daniele Giancane invoca “Ama adesso, non programmare il sentimento”.(p.57) che si avvicina molto simile in tono al famoso messaggio di don Jan Twardowski: “Affrettiamoci ad amare le persone se ne vanno così presto”.

Poesia d’amore di Joanna Kalinowska è molto sensuale e in certo modo grazie del suo ancoraggio nella vita quotidiana particolarmente onirica, quando il corpo dell’amante emerge all’alba con : “quando ti guardo, vedo i mondi lontani/ i misteri insondabili, l’infinito dei respiri/ dove il calore si coniuga con ghiaccio/ e sento il profumo dolce amaro del tuo corpo” (p.72). Si notino le emozioni che collegano opposte (calore e ghiaccio) e di senso (dolce e amaro), che solo intensifica le sensazioni.

Invece Gianni Antonio Palumbo nella poesia Maddalena delle 22 rintraccia la strada tra gli eventi e gli oggetti della città: „ Sussulta il vento le saracinesche, / il tram corre al museo. / […] odore di granite al caffè” (p. 87). Nell’attesa è forte tensione, soprattutto all’inizio della Triumphus Temporis  dello stesso autore leggiamo: „ Se fosse eterno/ questo tuo abbarbicarti a me / in cerca di amoroso calore” (s. 84).

Il secondo importante tema è senza dubbio il mondo, tra cui la terra, sia considerato come terra natale, e in termini di metafora dell’universo, e la confusione e l’angoscia, piuttosto che la soddisfazione della vita.

Un rapporto quasi organico con la terra, con ciò che è vivo, si riflette, tra gli altri, nell’opera di Enrico Bagnato che vuole che gli “parlassero gli uccelli/ come a Cristoforo Colombo”(p.13). A sua volta, la passeggiata tra gli alberi si rende conto:”Sotto i piedi/ avverto il vivo pulsare della terra// il corpo mi attraversa/ una tellurica energia// Mi accorgo in modo fisico/che sono un figlio del pianeta”(p.14).Nel verso di Giulia Poli Disanto Il mio morire si fa quasi la dissoluzione del soggetto lirico nella natura, in questo caso, nel mare: Aprite le porte/e portatemi al mare// lì voglio raccogliere i sogni/ e le stelle”(p.97), che mostra rispetto per l’elemento e il suo potere della purificazione. Questo filo della permeazione completa la poesia di Anna Santoliquido Come Zaccheo: “vorrei stare sull’albero/ svelarmi alle gemme/ digiunare e purificarmi/ per accogliere il sublime”(p.103). Perché un tale desiderio di natura?

Forse perché appare come l’unico rifugio onesto, nonostante la morte, lo scorrere del tempo, ancora maestoso e vivere l’esperienza dell’”io”- come scrive Filippo Silvestri:”Sotto il volo dei gabbiani il mare,/all’alba o nel raso dei tramonti/infiammati da nubi di neutroni,/ solo rimane al ricordo eguale.”(p. 111). Ma diventiamo i fiori tagliati che appassiscono o marciscono come nella L’inutilità delle rose di Maurizio Evangelista.

Quando si tratta di natura, non possiamo ricordare i testi di Giulia Notarangelo, tra i quali il più sono oscillanti in direzione della poesia lampo sulla base dell’esperienza di haiku. E ‚caratterizzata qui una panoramica dell’esistenza che si cambia in un evento flash quando il tempo girando si trasforma in un attimo costante che consola l’eternità, anche nei passaggi:”con me stesso / davanti a un mare / amico / sotto un cielo limpido” (p. 81), „Sola con ME / davanti a un mare / amico / sotto un cielo limpido” (p. 81), „ Ali di foglie / dondolanti al vento / ballerine fugaci” (p. 78).

Una narrazione di natura diventa evidente nei racconti dell’esistenza terrena. Descrizione di anguille in una poesia di Enrico Bagnato è un riflesso del destino umano, la discussione dell’alienazione di homo sapiens: „Segreto della cisterna / la reclusa anguilla. / Lemure, ombra, nel buio „(p. 15). Il mondo, quindi, non è solo dipinto in foglie gialle, ma anche assorbe la luce diventando più scuro. Pertanto è una salvezza in ogni gesto positivo, buona parola, appaiono i frammenti di vita quotidiana quando come nella poesia di Daniele Giancane “Dal fondo del mare in tempesta” emerge un faro (p.56). “Fondi sabbiosi,/flussi di ombre e di luci,/ […]/nell’interrotto cammino /per i sentieri dell’essere” dove troviamo in Enrico Castrovilli nella poesia I sentieri dell’anima. La poesia di questo poeta ha anche le caratteristiche regionali; dopo una frase molto realistica: “Nella fredda aria del mattino/ulivi secolari sparsi nelle campagne/ del Salento”(p.25) si sente la meditazione su “i venerandi ulivi” che tengono la storia e la memoria dei morti. Altrove una visione di un banchetto che stimola anche i pensieri  dell’esistenza di una „I” maiuscola: „ solo stormi d’insetti/ ronzano intorno a un pezzo/ di pane raffermo sul tavolo/ condito con olio, pomodorini e sale” (p.28).

Va sottolineato, inoltre, che la lirica di Giovanna Pesce Vieni nella terra del Salento può essere paragonata con un opuscolo poetico che promuove le bellezze del territorio del Salento della provincia di Puglia ( che si trova nel tacco dello “stivale italiano”): “Terra di sole di vento e di mare./ Nelle rosse zolle vedrai/ Dell’ulivo/ L’abbraccio/Groviglio legnoso/di radici secolari” (p.92). Messa a fuoco in questa frase è la bellezza tangibile di oggi e del passato. Nelle molte voci di olivo non possiamo perdere l’immagine materiale di formatura di legno, che osserviamo nella lirica di Elena Diomede Come un  dono (dal ramo d’ulivo alla ciottola: ” “ceppo d’olivo che la mano artigiana/ separa/ in un sussulto di tagli/ a rami fraterni/al canto del tornio:/ una gazzarra di voli!”(p. 37). Troveremo in questa visualizzazione una lotta con il mondo, con la responsabilità dei doveri dei propri limiti e debolezze.

Dobbiamo segnare anche l’esistenzialismo di Marco Ignazio de Santis; nel Gli ultimi possiamo leggere: „ lenta , inesorabile,/ la marea ci sospinge/ verso la plaga degl’inferi/ verso la landa di nessuno” (s. 32),  e nella lirica Un grido muto e logore parole  la vita cessa di essere una vagabonda spensierata, trasformandosi in una lotta con fatalismo e determinismo (“l’entropia corrode l’universo”)  e forse anche col destino scritto nel Libro: ”La vita scorre come cieca lava” (p.34) .

Nell’opera di Angela Giannelli troveremo memorie della Polonia; nel Ul. Piotrkowska l’autrice fa una descrizione tangibile del sito („Sul marciapiede, impenetrabile/ Rubinstein raggela”) e passa alle parole che respirano o, meglio ansimano di crudo essere:”S’intaglia l’alba un’anima di ghiaccio/ e infrange il treno all’ultima Stazione.”(p.64). Come distintamente scrive Elena Diomede ” Resteremo soli/spettrali spaventapasseri “ (p. 39).

Di essere persi nella civilizzazione scrive Mara Venuto: „ Nel buio scolpito di luce elettrica/scopriamo l’universo e la galassia/ uniti da infiniti punti, mappe tracciate/ irraggiungibili, pur volendo.” (p. 114). Renato Greco, secondo il nome è presente nell’antologia con una poesia greca, Atene che parla sulla (non) possibilità di trovare per „l’ego” uno spazio nella “tua città ideale di ogni tempo/fra Maratona e l’epoca seguente”(p.67).Gaetano Bucci cercando di rendere omaggio all’umanità della realtà cornea difende la gente rifiutata dalla società, dando la voce a una vecchia prostituta Sweet Carmela: “ancora aspetto/ dal popolo di Corato/ se non proprio il cuore/ almeno un bianco fiore.”(p.20) o a uno scemo del paese:  Vincent Brown “E vedo Corato, da questo “aldilà”/ e vedo amor finto ch’acceca la città.”(p.22), in modo che dimostra che ciascuno di essi trasporta un „sé umano”, e niente fa male più dei pregiudizi, non permettendo di raggiungere i valori nascosti dell’anima.

Vi incoraggio a prendere confidenza con la poesia italiana contemporanea contenuta nel presente libro intriso di una appassionata sensibilità dei Meridionali.

 

Arkadiusz Frania

il quadrimestrale „EleWator”

Stettino, Polonia

 

 

Przyjaciele z kraju gdzie cytryna dojrzewa / Amici del paese in cui matura il  limone, la cura e traduzione di Joanna Kalinowska, dell’Associazione „Amici Italia-Polonia” di Taranto, 2017, p. 122.

L’articolo della rivista „Taranto eventi”

Presentata a Taranto l’antologia bilingue “Amici del paese in cui matura il limone – Przyjaciele z kraju gdzie cytryna dojrzewa”

 di Rosaria Ragni

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Sabato 20 maggio, all’enoteca Vintage, in Corso Umberto, 79, si è tenuta una  serata all’insegna di Euterpe, Calliope, Erato e Thalia dal titolo “AMICI DELLE MUSE” organizzata dalla professoressa Joanna Kalinowska,  durante la quale è stata presentata l’antologia bilingue “Amici del paese in cui matura il limone-Przyjaciele z kraju gdzie cytryna dojrzewa”, un volume che raccoglie poesie di autori tarantini tra i quali Mara Venuto, Gaetano Finizio e polacchi inclusa la stessa Joanna Kalinowska.

Joanna, docente, poetessa e traduttrice si è trasferita a Taranto quindici anni fa dopo aver lasciato la sua Polonia. Decide  di fondare l’associazione “ Amici Italia – Polonia”  con l’intento di creare un collegamento  tra i due paesi così distanti e ci riesce alla perfezione. Lo scorso anno esce l’antologia “ Il Ponte” che raccoglie in un unico volume versi di poeti italiani e polacchi.

L’evento ha riunito nell’accogliente location del Vintage numerosi poeti che si sono alternati nel declamare liriche personali edite ed inedite e i versi dei più noti autori. Si è discusso vivacemente di cultura e poesia in  una sorta di celebrazione in cui lo spirito dei presenti si è congiunto e l’empatia è divenuta palpabile negli occhi e nelle parole di tutti.

L’intento della poetessa Kalinowska di creare un ponte culturale tra i due paesi si è realizzato pienamente, perché la poesia è creazione, conoscenza legata allo svelamento; è ritmo che unisce culture differenti in un movimento universale.

Rosaria Ragni

L’articolo del „Taranto Buonasera”

Sabato la presentazione del volume “Amici del paese in cui matura il limone”

 Joanna, dalla Polonia un seme per Taranto

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TARANTO “Negli anni del regime socialista abbiamo imparato una cosa buona: ognuno deve fare qualcosa per la comunità in cui vive. Se non si muove nessuno, le acque restano ferme”.

Questo insegnamento morale e civile Joanna Kalinowska continua a portarlo con se. Anche a Taranto, dove si è stabilita da quindici anni dopo aver lasciato la sua Polonia. Realtà lontanissime,ma le differenze, enormi, non hanno fermato la sua voglia di fare e il suo spirito di insegnante ed educatrice.

Pittrice, poetessa, traduttrice, appena arrivata tra i Due Mari, Joanna decide di fondare una associazione, “Amici Italia-Polonia” per costruire un ponte culturale tra i due paesi.

Quella dei ponti culturali è forse la sua missione più autentica. Non a caso “I Ponti” è proprio titolo di una antologia  uscita lo scorso anno che raccoglie opere di poeti italiani e polacchi e impreziosita dalle immagini di Bozena Kurek di Maggio,Stanislaw Nawrocki,Barbara Wojciechowska Bianco, Anna Maria Amendolito.

”Il mio progetto più ambizioso, che spero di riuscire a realizzare, è quello della poetica Torre Babele: vorrei raccoglier in un unico lavoro poeti di tutto il mondo”.

Intanto, sabato  20 maggio, all’Enoteca Vintage, in Corso Umberto, 79 (ore18), sarà presentata la sua ultima creatura: “Amici del paese in cui matura il limone”, volume che raccoglie anche testi di poeti tarantini come Mara Venuto e Gaetano Finizio, oltre ad opere della stessa Joanna.

Joanna vorrebbe che i rapporti istituzionali fra Taranto e la Polonia fossero più stretti. Mesi fa ci aveva provato ad organizzare una conferenza, con la presenza a Taranto dell’ambasciatore di Polonia e di altri rappresentanti istituzionali polacchi.

“Doveva essere un incontro per uno scambio culturale, ma anche occasione per favorire scambi commerciali. L’ambasciatore mi aveva dato la sua disponibilità, ma non se ne è fatto nulla perché il sindaco non ha mai invitato ufficialmente l’ambasciatore.”

A Taranto la presenza di cittadini polacchi è discretamente numerosa.”All’anagrafe siamo registrati in 150 circa, ma credo che la cifra reale sia più alta”.

Taranto, come città, resta un enigma anche per Joanna: “E’ bellissima, ma difficile da viverci. Mi sorprende come gli stessi tarantini non conoscano le bellezze della propria città. Ci sono tanti tarantini, ad esempio, che non hanno mai visitato il Museo”.

Forse ci vorrebbe proprio quel seme culturale che Joanna ha portato con sé dalla sua Polonia: fare qualcosa per la propria comunità. Ecco, forse questo è il grande insegnamento che i tarantini stentano ad imparare.

 

Taranto Buonasera 19.05.2017

Presentazione dell’antologia „Amici del paese in cui matura il limone-Przyjaciele z kraju gdzie cytryna dojrzewa”

Al di là delle montagne, le foreste… sullo splendido mare cristallino è sbarcata una donna polacca che si è innamorata di questo paese, l’Italia, in cui ha cominciato a vivere, non cessando, comunque, di bramare per la propria patria. Per fortuna nel XXI secolo le distanze non sono più spaventose e Internet è onnipresente e collega tutti.

 

Paesaggi quasi fiabeschi, meravigliosamente azzurri il mare e il cielo, le palme, i vigneti e gli aranceti e ogni altra bellezza che per secoli attirava gli artisti in questa terra e ha risvegliato il bacillo della poesia dormiente da un po’…

 

Facezie a parte, mi ha guidato il pensiero che l’arte unisce e avvicina, e allora invece di rispondere a innumerevoli domande banali ho provato a mostrare con questa opera poetica (la poesia è una forma sintetica di espressione) quanto siamo simili.

 

Ho avuto la fortuna di incontrare un meraviglioso gruppo di persone, poeti e artisti, principalmente associati con la rivista „La Vallisa” di Bari, la città della regina Bona Sforza di Polonia. Molti di loro hanno già avuto contatti con la Polonia, altri no, ma grazie allo scambio poetico hanno cominciato la sua conoscenza. L’ignoto può non piacere, può essere indifferente, forse fa paura ma, come spesso accade, se si conosce qualcosa si stabilisce un filo di amicizia…

 

I poeti italiani hanno avuto la possibilità di conoscere gli autori polacchi, cominciando da Wisława Szymborska ed Ewa Lipska. Più tardi il gruppo ha avuto contatti con la rivista „Poesia oggi” e, grazie all’instancabile ed estremamente dinamico Aleksander Nawrocki, il ruscello si è trasformato in un fiume e lo scambio è davvero cresciuto.

 

Il gruppo associato con la rivista „La Vallisa” è davvero insolito. Non tutti i redattori sono poeti, ma anche intellettuali di alto livello di altri settori.   L’associazione “Amici Italia-Polonia” ha il compito di creare legami di amicizia tra i due Paesi, abbiamo già fatto molto per mostrare il lato migliore della Polonia in Italia, e sarebbe importante che anche i polacchi abbiano la possibilità di conoscere meglio l’Italia, anzi, la pura quintessenza del Paese, vale a dire il suo Mezzogiorno, attraverso gli occhi dei poeti che vivono e lavorano in questa regione. Questo è il compito di questo libro. Un boccone colorato, pieno di sapori, colori e profumi all’italiana: è un delizioso “antipasto”, che suscita l’appetito e la voglia di mangiare l’intero pasto.

 

 

Joanna Kalinowska

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Sono felice di comunicarvi che è stata appena rilasciata un’antologia italiano-polacca, dal titolo „Amici del paese in cui matura il limone – Przyjaciele z kraju gdzie cytryna dojrzewa.”

L’edizione di questo libro è il risultato di scambi iniziati nel 2014 dall’associazione „Amici Italia – Polonia” e il trimestrale La Vallisa da Bari insieme con la rivista „Poesia oggi” da Varsavia. Gli scambi continuano, la collaborazione si fa sempre più ampia.

Questa volta i poeti italiani presentano la loro terra, sentimenti e pensieri ai lettori polacchi. Il libro essendo bilingue, dà anche la possibilità di leggere questa raccolta ai lettori italiani.

Speriamo che questo sia solo l’inizio di una bella cooperazione creativa.

Nell’antologia abbiamo pubblicato le poesie dei  poeti (in ordine alfabetico): Nicola Accettura, Enrico Bagnato, Gaetano Bucci, Enrico Castrovilli, Marco Ignazio de Santis, Elena Diomede, Maurizio Evangelista, Gaetano Finizio, Daniele Giancane, Angela Giannelli, Renato Greco, Joanna Kalinowska, Giulia Notarangelo, Gianni Antonio Palumbo, Giovanna Pesce, Giulia Poli Disanto, Filippo Silvestri, Mara Venuto.

La presentazione dell’antologia in Italia avrà luogo a Bari il 5 giugno 2017, libreria “Roma”, piazza Aldo Moro 13 alle ore 18.30

OUR POETRY ARCHIVE di Calcutta

Il  mensile Our Poetry Archive è pubblicato online da NilavroNill Shoovro di Calcutta. La sua idea è di riunire persone con idee simili da tutto il mondo, professionisti provenienti da diversi orizzonti: scrittori, pittori, scienziati, insegnanti, pensatori.

„Ciò che ci unisce è la nostra volontà comune di guardare al mondo in cui viviamo, usando il prisma del pensiero critico e dell’analisi, ma anche della creatività. Siamo convinti di avere una missione individuale e collettiva per rendere il nostro mondo e la nostra società un posto migliore „, afferma NilavroNill Shoovro.

L’evento più recente è la pubblicazione di un’antologia di poesia delle donne di tutto il mondo e comprende 99 poetesse con 376 poesie.

Tra le esse anche una tarantina dalle radici polacche, Joanna Kalinowska.

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„Poesia oggi” n.121/122

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Nell’occasione della XVII  Giornata Mondiale della Poesia UNESCO” è uscita la rivista „Poesia oggi” dedicata all’evento.

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Oltre al rilascio di biografie e delle poesie di poeti aderenti al festival ha pubblicato una relazione dalla presentazione dell’antologia „I Ponti: Varsavia-Bari, Bari-Varsavia” in Italia.

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„Mosty: Warszawa-Grodno”(Varsavia-Hrodna)

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In occasione della XVII Giornata Mondiale della Poesia UNESCO è stata edita una nuova antologia della serie ”Ponti : Warszawa Grodno, Hrodna-Varsavia”.

La parte polacca presenta le poesie di: Aleksander Nawrocki, Barbara Jurkowska, Jarosław Klejnocki, Anna Czachorowska, Benedykt Kozieł, Mira Łuksza, Jan Rychner, Joanna Kalinowska, Piotr Kasjas e Renata Cygan.

Alla parte bielorussa troviamo le poesie di: Piotr Siaminski,Branislau Jeremiaszkiewicz, Ludmiła Kiebicz, Tamara Mazur, Marian Duksa, Ludmiła Szewczenko,Alena Ruckaja, Alla Klemianiok, Gieorgij Kisialou, Dymitrij Radionczyk.

Pasqua in Polonia

La Pasqua  in Polonia è una festa molto attesa, ed è celebrata con tanta allegria, si festeggia in compagnia della famiglia e degli amici. Non è possibile immaginarla senza „pisanki” (uova decorate a mano), buon cibo e „Smigus – Dyngus” (la Pasquetta). E’ una festività particolarmente sentita, essendo da una parte un momento importante per la tradizione e le celebrazioni cristiane, dall’altra conservando per l’occasione di usi e costumi tradizionali e folkloristici. Colori, sapori e piccole usanze tipiche creano in questo periodo un’atmosfera veramente unica.

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 La Settimana Santa inizia con la Domenica delle Palme (Niedziela Palmowa).

 In Polonia a differenza dell’Italia le palme sono composte da rametti di salice, lamponi e ribes, decorati con fiori, erbe e piume colorate legate con un nastro. Le palme possono essere piccole ma in alcune regioni (per esempio Kurpie) la loro altezza può variare da 1 a 10 metri! In esempio a Lyse (paese che dista 200 Km da Varsavia) per  la gran parte dell’anno i cittadini si preparano per partecipare alla gara che premia in denaro la palma meglio decorata. A Lipnica Murowana, ogni anno si svolge un concorso che prevede premi in denaro per la palma più bella.

Si dice che la palma messa in un vaso o dietro il quadro protegge la famiglia dai disastri e dalle cattiverie degli altri. Questa è un’usanza molto rispettata da tantissime famiglie.

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Il Venerdì Santo è il giorno in cui si commemora la passione di Cristo e si narra la Via Crucis. Le chiese rimangono aperte al pubblico fino al termine della messa di Pasqua affinché la gente possa vegliare sulla tomba di Cristo. La più famosa e la più antica Via Crucis in Polonia si tiene a Kalwaria Zebrzydowska una piccola ma caratteristica città nella Polonia meridionale, nella Regione Malopolska. Il percorso riprendente la morfologia di Gerusalemme, con le sue 28 stazioni, e si articola tra le cappelle poste sulle collinette circondanti. Il rito pasquale che si ripete da secoli riesce ad attirare decine di migliaia di persone che accorrono da ogni parte d’Europa.

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Il Sabato Santo è celebrato come in tanti altri Paesi del mondo, ma in particolare nella mattinata si prepara la cosidetta „Święconka”, cioè un cestino con del cibo che sarà benedetto dal prete. Nel cestino non possono mancare uova sode, l’agnello di cioccolato o di pasta, pane, sale, pancetta e salumi affumicati e rafano. Si copre il cestino con un tovagliolo ricamato e decorato con fiori e pisanki. Per i più piccoli si preparano dei cestini con le uova di cioccolato. Una volta pronto, ci si reca in chiesa con il cestino per la benedizione del cibo.

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La tradizione delle uova pasquali in Polonia è antica e radicata, al punto che esistono artisti che svolgono solo questo mestiere. Le tecniche di decorazione sono svariate, e le uova destinate a questo scopo possono essere di gallina, di anatra, di oca, e persino di struzzo. Si utilizzano uova sode, oppure si ricavano, svuotando il guscio, i cosiddetti wydmuszki. Le più popolari sono le decorazioni chiamate pisanki, ottenute stendendo la cera calda con l’aiuto di un legnetto o di un ago. Le uova sono poi immerse nelle vernici, in modo che gli spazi dipinti con la cera non si colorino. Vengono poi fatte asciugare e si toglie la cera, ottenendo così dei misteriosi disegni.

In passato erano esclusivamente le donne ad occuparsi delle uova. Agli uomini era proibito entrare in una stanza dove si preparavano le decorazioni. Oggi, invece, esistono dei workshop per la decorazione delle uova in cui famiglie intere imparano le laboriose tecniche tradizionali sotto lo sguardo degli artisti.  In molte case polacche la tradizione di decorare le uova di Pasqua si tramanda di generazione in generazione.

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Alle ore 6 di mattinata di Pasqua la maggior parte delle persone si reca in chiesa per la messa della resurrezione. Tornate a casa dalla messa le famiglie polacche si siedono a tavola per fare colazione mangiando „Święconkę”, ossia il cibo benedetto il giorno precedente.

Per dare un’aria primaverile, si apparecchia e si decora la tavola con i fiori e pisanki . Al centro di tavola si mette il cestino con il cibo.

La colazione inizia con il dividere tra i commensali l’uovo benedetto e farsi gli auguri.

A tavola non può mancare il  famoso żur condito con il cibo del cestino e, a seconda del luogo in cui ci si trova sulla tavola possono esserci vari tipi di salumi, uova farcite, paté di verdure e carne, barbabietole con il rafano, insalate e ovviamente i dolci: babki, mazurki, serniki e uova di cioccolato.

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Il giorno di Pasquetta in Polonia è chiamato Smigus – Dyngus. In questa giornata, se le condizioni atmosferiche lo consentono, si gioca con i gavettoni d’acqua, a volte entrano in gioco interi secchi di acqua. In Polonia vi è una tradizione secondo la quale  le ragazze che saranno bagnate il giorno di Pasquetta hanno più possibilità di trovare il marito. Non so a quanto sia vero ma probabilmente qualche signorina ci crede ;)

Questa tradizione risale al battesimo di un principe polacco avvenuto il lunedì di Pasqua del 966 a.C.